Quando un’anima artistica è guidata dalla sete di avventura, lo sport stesso diventa arte. Da oltre 20 anni, l’highliner Lukas Irmler crea percorsi tra punti lontani tra loro: i bordi delle cascate, mongolfiere sospese in alto sopra il suolo e cime montuose, sfidando apparentemente il vecchio detto secondo cui «le montagne non si incontrano mai». Con la sua passione, riempie lo spazio tra questi punti e lo rende un po’ meno sfuggente, come se la highline aprisse un portale verso un’altra dimensione. Nel corso delle sue avventure, Lukas esplora alcuni degli angoli più selvaggi del pianeta e continua a battere record mondiali.
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Come descriveresti il tuo rapporto con la natura?
Per me la natura è molto più di un terreno di gioco: è la nostra casa, il luogo in cui mi sento più vivo e felice. Amo i paesaggi di ogni tipo e apprezzo anche il lato aspro e spietato della natura. Mi affascina da sempre il modo in cui le Alpi cambiano con il susseguirsi delle stagioni. Mi piace vedere quanto un luogo possa trasformarsi nel corso dell’anno e offrire opportunità diverse in ogni periodo.
Se Madre Natura potesse parlare, cosa pensi che direbbe a noi umani?
Fermati! Fermati e rifletti. Rallenta. Cambia. Preserva. Credo che molti luoghi e fenomeni naturali ci stiano gridando di cambiare il nostro comportamento se vogliamo preservare gli habitat naturali in cui viviamo.
Quale esperienza di spedizione ti ha formato maggiormente come persona?
La highline al Grand Capucin: ci sono voluti tre tentativi in tre anni consecutivi per riuscire finalmente a scalare entrambi i versanti e collegarli con una highline di 200 m a 3.838 m di altitudine, appena sotto il Monte Bianco. Questo progetto mi ha richiesto di evolvermi sotto molti aspetti, passando dall’arrampicata sportiva all’alpinismo, e mi ha anche fatto conoscere la logistica necessaria per realizzare highline su grandi pareti. È stata inoltre una grande lezione su come mantenere una squadra unita e motivata dopo pesanti fallimenti, non cedere ai dubbi, ma credere in un sogno e perseguirlo, indipendentemente da quanto tempo ci voglia.
Quali qualità di base deve avere il tuo compagno di spedizione?
Perseveranza, una varietà di competenze, creatività e, soprattutto, un sorriso, anche quando «va tutto a rotoli» :)
Di quale prodotto LYO non potresti fare a meno in spedizione?
Il Curry all'ortica è un piatto immancabile, perché nutre non solo il mio corpo, ma mi rende anche felice dopo lunghe giornate trascorse all’aperto.
Se non fossi un atleta, chi saresti?
Un artista, in qualche forma.
Perché allora la highline?
Perché è l’unica forma d’arte in cui sono davvero bravo. Riunisce in un’unica grande opera tante abilità che amo ed è un rompicapo creativo da risolvere, ma dà anche un’enorme soddisfazione aggiungere un nuovo percorso al mondo. In qualche modo, sembra sempre di attraversare un portale verso un’altra dimensione.